Uno strano fantasma si aggira per l'Italia. Si chiama "ufologia radicale". O, se preferite, ufologia dissidente. Un oggetto
non meglio identificato che attraversa il cielo della sinistra. Il vecchio Carlo Marx si farebbe una bella risata, ma gli ufologi
radicali questa è una faccenda maledettamente seria. C'è chi crede nell'esistenza di forme di vita extraterrestre: loro non
solo ci credono, ma danno alla faccenda una lettura politica, arrivando a dipingere possibili scenari di alleanze con "alieni
dissidenti" per "lottare uniti contro il capitale". "E' giunto il momento" affermano "di portare il conflitto là dove nessun
umano è mai giunto prima".
Eccoci allora nello spazio, ultima frontiera del comunismo. A guidarci sono i ragazzi del Mir, collettivo romano che ha
deciso di rompere la lunga clandestinità - è nato quasi dieci anni fa - e di venire allo scoperto con una rivista che porta il
loro stesso nome: Mir, non per omaggio alla navicella spaziale sovietica che detiene il record mondiale della sfiga, quanto
per Men In Red, uomini in rosso contrapposti ai Men In Black, gli agenti anti-Ufo al soldo della Cia di un celebre film di
cassetta. "Il nostro motto è: con o senza alieni la rivoluzione si farà. Ma certo ci piacerebbe poterla fare insieme",
confessano K e Militant X, coordinatori del collettivo, una cinquantina d'anni in due, preparatissimi: "Nella nostra libreria
i Grundisse e romanzi di Philip K. Dick sono da sempre sullo stesso scaffale". Chiedono che non sia pubblicato il loro
vero nome: "Desideriamo porci allo stesso livello del nostro oggetto di indagine: non identificato", spiega con un sorriso
K, e racconta che i Mir sono nati nel 1991, contano qualche decina di militanti sparsi per i territorio laziale, sono tutti fra i
venti e i trent'anni e loro radici politiche affondano nelle lotte studentesche della Pantera. Il che spiegherebbe da dove
arriva questo loro linguaggio che mescola fondamenti del marxismo con Star Trek, lotta di classe e Vulcaniani, la voglia
di portare la politica in territori ad essa normalmente avulsi. "Molti ci chiedono cosa c'entra la politica con gli alieni", dice
Militant X, "Secondo noi l'ufologia ha un portato rivoluzionario ed è essa stessa politica nel momento in cui mette in
discussione un universo plasmato a immagine dei terrestri. A questo universo rispondiamo con l'esoplanetarismo, cioè la
pratica di valorizzazione dell'esperienza psicoemotiva che nasce dall'incontro con le alterità, sia essa generata
dall'incontro con situazioni extraterrestri o situazioni extraquotidiane". Insomma, questa storia degli Ufo è una metafora
potente, efficace, dell'alterità, del diverso, che può arrivare in gommone dall'Albania ma anche in astronave da un'altra
galassia; sempre "diverso" rimane, con tutte le implicazioni politiche del caso. "Sia chiaro però che a noi non interessa
nessun messianismo dell'attesa. Non stiamo lì ad aspettare che alieni vengano a salvarci, come certe sette new age. Il
cambiamento delle condizioni sociali e politiche sulla terra deve partire da noi stessi. Magari con l'aiuto delle fazioni
dissidenti della Alien Nation, quelle che hanno deciso di rompere la famosa "prima direttiva" (che vieta contatti e
interferenze con la situazione interna di altri pianeti, ndr)".
Avevano piani molto ambiziosi i Mir: pensavano di occupare la torre del Luneur e attrezzare l'ampio fossato del Forte
Prenestino, il più grande centro sociale romano, come possibile zona d'attracco per le navi dei dissidenti alieni. Più
prosaicamente, ora hanno deciso di dedicarsi all'organizzazione di feste con l'Ufo Dissident Party (svoltosi lo scorso
novembre), con film di fantascienza, discoteca spaziale, concerti dei Surya Lab che vanno sul palco con tute e maschere
bianche da alieni. Oppure spedizioni campagnole di skywatching, a guardare il cielo ma seguendo ferree regole: niente
telescopi, binocoli o mezzi meccanici solo gli occhi per scrutare il cielo in cerca di Ufo, e dosi massicce di vitamine, mirtilli
e carote per rafforzare la vista. Ci sono anche ricette, dalle carote al marsala allo Space Shake (banane, mirtilli, latte e
miele), nel secondo numero di Mir (rivista autoprodotta, 48 pagine, 7.000 lire) da pochi giorni nelle edicole, anzi, nelle
librerie Feltrinelli e negli infoshop dei centri sociali. Il periodico è stato presentato in una libreria romana piena di amici,
curiosi, giornalisti a caccia di tendenze che li hanno già ribattezzati "ufo squatter". Nell'occasione i Mir hanno annunciato
per marzo un congresso con esperti dell'"ufologia borghese", ospite d'eccezione il sociologo francese Jean Baudrillard.
Già, l'ufologia tradizionale come guarda il fenomeno Mir? Lo scorso aprile al Teatro del Turismo si San Marino c'era la
crema dei comitati ufologici internazionali a convegno sul tema Ufo, le risposte, quando, a sorpresa, i ragazzi del Mir
hanno fatto irruzione occupando il palco, hanno srotolato lo striscione con il motto "Ufo al popolo!" e K ha letto il
manifesto dell'ufologia radicale. Fischi, proteste, deboli tentativi del servizio d'ordine di ristabilire la calma. Ma anche
molta curiosità. "Il mondo ufologico borghese", spiega Militant X, "che noi chiamiamo spectoufologia, è un mondo
pseudoscientifico, vecchio, molto chiuso verso l'esterno e poco disposto a mettersi in discussione. Il nostro approccio li
spaventa; sono perplessi ma anche incuriositi dalla novità, dalla nostra capacità di presa sul pubblico giovanile".
Proteste e complimenti riempiono le prime pagine della rivista, accanto a un articolo di Dante Minazzoli, militante
comunista argentino che negli anni Ottanta scrisse il pamphlet Perché gli extraterrestri non prendono contatto
pubblicamente? sottotitolo Come vede un marxista il fenomeno degli ufo (Editrice Nuovi Autori). E ancora, racconti di
"incontri ravvicinati" sul raccordo anulare romano; una bella rievocazione, scritta da Antonio Caronia, di un corteo della
Milano del 1978, al grido di "Fuori i marziani dalle galere!"; un viaggio nell'immaginario ufologico al cinema e nella musica.
Ascolti consigliati: le compilation Aliens in Rome, I e II, con le band più extraterrestri della capitale e dintorni (Surya Lab,
Skycon, Recycle(d), Margoo...). Quanto alle visioni ai Mir, gli alieni buoni alla Spielberg non piacciono neanche un po',
perché nella loro "umanizzazione" tendono ad azzerare la loro alterità. Molto meglio allora pellicole fascinose e
controculturali come Gattaca, "anche se non appartiene al filone ufologico, perché affronta molto bene il tema delle
biotecnologie e della trasformazione d'identità". O gli alieni cattivi dei B-movies americani degli anni Cinquanta, metafora
subliminale della paranoia per il comunista invasore; a proposito, ancora oggi i Regolamenti Federali degli Stati Uniti
proibiscono i rapporti con extraterrestri, pena un anno di carcere e una multa di circa otto milioni di lire. State accorti. Per
saperne di più, si può visitare il sito dei Mir, all'indirizzo www.kyuzz.org/mir. Buona esplorazione.