Il VI Simposio Mondiale di San Marino ha registrato la presenza di alcuni
giovani contestatori, i cosidetti "Men in Red" (in antitesi ai ben più noti Men in
Black, gli "Uomini in Nero") o in sigla MIR - identico acronimo dell'estremista
"Movimento de la Izquierda Rivolucionaria" sorto in Cile ai tempi di Allende
nonché (il nome russo vuol dire pace) denominazione della stazione spaziale
sovietica, ereditata dalla nuova Russia e tuttora orbitante intorno alla Terra -
fortemente connotati a "sinistra".
[Un lavoro di ricerca filologica encomiabile...]
Da noi autorizzati a leggere un breve comunicato
[continua rivendicazione di autorità
da parte del CUN: in realtà la situazione era tale da rendere impossibile negare
spazio al MIR], come da loro richiesto,
abbiamo avuto modo di verificare quanto il problema UFO abbia finito per
incidere anche nell'ambiente giovanile del momento. Un ambiente
culturizzato, tecnologizzato, "cablato" e "arrabiato", e nella fattispecie
ideologicamente ben caratterizzato; e che non può essere ignorato
indipendentemente dalle caratterizzazioni esteriori.
Questi giovani, dichiaratamente "anti-sistema", che pur accusando noi del
CUN "spectoufologi" di "spettacolarizzare" il problema attraverso riviste, libri,
video, TV e congressi, puntano il loro indice contro gli "ufologi scientisti" del
CISU e "la logica psico-fascista del CICAP".
E quella dei MIR appare in fondo una strategia più coerente di quanto certi
loro provocatori atteggiamenti esteriori non lascerebbero intendere.
Per loro, comunque, l'approccio scientifico-conoscitivo e conseguentemente
divulgativo che ci caratterizza risulta secondario. Essi vedono invece come
prevalente il potenziale "di rottura" che il fenomeno "UFO-Alieni" - nei suoi
possibili risvolti extraterrestri - indiscutibilmente presenta sul piano socio-
politico e culturale, in una società "blindata" da un "Establishment" timoroso
del nuovo e desideroso di imporre e mantenere nel tempo i propri modelli
culturali.
I MIR si oppongono del tutto a tali modelli, in nome di una visione etica e
socio-rivoluzionaria antiautoritaria e anticapitalista. In cui si potrebbero forse
scorgere germi comuni al '77, vissuto da molti "baroni", accademici, politici e
giornalisti che si trovano oggi nella "stanza dei bottoni" e sono così passati
adesso, dall'altra parte della barricata a dispetto della loro apparente
estrazione di sinistra (gli "ulivisti" attuali).
In quanto ente di studio e ricerca apolitico e senza fini di lucro, il CUN non
può certo condividere sul piano della prassi il comportamento dei MIR.
Ma non può neanche non registrare con realismo e un certo interesse quanto
sta accadendo. Tanto più che nel frattempo i MIR sono intervenuti anche al
pittoresco Congresso Internazionale della sedicente Associazione Atronauti
Autonomi, suscitando allarme e incredulità fra i presenti.
Chi ha qualcosa da temere dal "grido di battaglia" dei MIR, "UFO AL
POPOLO!" non siamo certo noi, bensì chi in mala fede ci avversa e da
sempre tenta di ghettizzarci e farci star zitti.
Che adesso si ritrova un nemico in più: un nemico che quì in Italia, nella
contraddizione dell'attuale situazione politica, evoca più che mai cattiva
coscienza.