da "Notiziario UFO"
Giugno 1998 - pag.38

MIB vs. MIR:
men in black e men in red

Il VI Simposio Mondiale di San Marino ha registrato la presenza di alcuni giovani contestatori, i cosidetti "Men in Red" (in antitesi ai ben più noti Men in Black, gli "Uomini in Nero") o in sigla MIR - identico acronimo dell'estremista "Movimento de la Izquierda Rivolucionaria" sorto in Cile ai tempi di Allende nonché (il nome russo vuol dire pace) denominazione della stazione spaziale sovietica, ereditata dalla nuova Russia e tuttora orbitante intorno alla Terra - fortemente connotati a "sinistra". [Un lavoro di ricerca filologica encomiabile...]
Da noi autorizzati a leggere un breve comunicato [continua rivendicazione di autorità da parte del CUN: in realtà la situazione era tale da rendere impossibile negare spazio al MIR], come da loro richiesto, abbiamo avuto modo di verificare quanto il problema UFO abbia finito per incidere anche nell'ambiente giovanile del momento. Un ambiente culturizzato, tecnologizzato, "cablato" e "arrabiato", e nella fattispecie ideologicamente ben caratterizzato; e che non può essere ignorato indipendentemente dalle caratterizzazioni esteriori.
Questi giovani, dichiaratamente "anti-sistema", che pur accusando noi del CUN "spectoufologi" di "spettacolarizzare" il problema attraverso riviste, libri, video, TV e congressi, puntano il loro indice contro gli "ufologi scientisti" del CISU e "la logica psico-fascista del CICAP".
E quella dei MIR appare in fondo una strategia più coerente di quanto certi loro provocatori atteggiamenti esteriori non lascerebbero intendere.
Per loro, comunque, l'approccio scientifico-conoscitivo e conseguentemente divulgativo che ci caratterizza risulta secondario. Essi vedono invece come prevalente il potenziale "di rottura" che il fenomeno "UFO-Alieni" - nei suoi possibili risvolti extraterrestri - indiscutibilmente presenta sul piano socio- politico e culturale, in una società "blindata" da un "Establishment" timoroso del nuovo e desideroso di imporre e mantenere nel tempo i propri modelli culturali.
I MIR si oppongono del tutto a tali modelli, in nome di una visione etica e socio-rivoluzionaria antiautoritaria e anticapitalista. In cui si potrebbero forse scorgere germi comuni al '77, vissuto da molti "baroni", accademici, politici e giornalisti che si trovano oggi nella "stanza dei bottoni" e sono così passati adesso, dall'altra parte della barricata a dispetto della loro apparente estrazione di sinistra (gli "ulivisti" attuali).
In quanto ente di studio e ricerca apolitico e senza fini di lucro, il CUN non può certo condividere sul piano della prassi il comportamento dei MIR. Ma non può neanche non registrare con realismo e un certo interesse quanto sta accadendo. Tanto più che nel frattempo i MIR sono intervenuti anche al pittoresco Congresso Internazionale della sedicente Associazione Atronauti Autonomi, suscitando allarme e incredulità fra i presenti.
Chi ha qualcosa da temere dal "grido di battaglia" dei MIR, "UFO AL POPOLO!" non siamo certo noi, bensì chi in mala fede ci avversa e da sempre tenta di ghettizzarci e farci star zitti.
Che adesso si ritrova un nemico in più: un nemico che quì in Italia, nella contraddizione dell'attuale situazione politica, evoca più che mai cattiva coscienza.