da "La Repubblica"
6 Giugno 1998 - pag.40

Sono gli Ufo i nuovi antagonisti al sistema
di Loredana Lipperini

Contattismo autonomo. Esoplanetarismo. Dissidenza aliena. Che roba è? Roba seria, di quel serio che non rinuncia alla provocazione sottile tipica di molto neounderground. Dal medesimo (meglio: da ambienti legati all'ex- pantera studentesca di Roma, nonchè ai centri sociali non solo di Roma) arriva l'ultimo graffio. Che si chiama Mir, laddove Mir evoca subito la stazione spaziale omonima, ma sta anche per Men in red. Uomini in rosso, con ulteriore riferimento questa volta alla fantascienza. Dunque, roba di un altro mondo.
Trattasi per meglio dire, di ufologia radicale, movimento che esce allo scoperto proprio con la rivista Mir, da poco nelle librerie, con l'intenzione di creare una quarta posizione, politica e intellettuale, tra le ufologie esistenti. E che, pre quanto riguarda l'Italia, hanno come punto di riferimento tre enti: il Centro ufologico nazionale, certo non soltanto dell'esistenza degli Ufo, ma soprattutto della loro provenienza extraterrestre; il Centro italiano di studi ufologici, che studia gli avvistamenti ma ritiene di non aver ancora acquisito la prova scientifica che confermi l'esistenza di visitatori alieni; il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, che fa spietatissime verifiche.
A differenza di tutti gli altri, però, ai Mir non interessa dimostrare o contestare l'esistenza degli alieni: questo, dicono, è secondario. L'ufologia radicale accetta l'esistenza dell'extraterrestre solo come ipotesi di lavoro. Anzi: "Come elemento destabilizzante delle logiche produttive e riproduttive del capitale sul pianeta". Miscelando l'ufologia classica con la critica radicale, i Mir rimproverano insomma agli studiosi tradizionali di non saper "superare i paradigmi scientifici" come è avvenuto per altre discipline di confine. Nella rivista, dunque, si discetta e si specula sugli Ufo in chiave di dissidenza, con critiche feroci all'industria dello spettacolo ufologico e riflessioni sulla "rete intergalattica". L'intento finale? Gli alieni come grimaldello filosofico e soprattutto politico. Lo slogan, volendo, sarebbe pronto e facilissimo. Dai marziani ai marxiani.