Roma capitale dei marziani? Stando agli "oggetti non identificati" che si muovono attorno all’argomento parrebbe proprio
di sì. Un disco celebra gli alieni mentre una rivista, Men In Red, si candida come primo periodico di "ufologia radicale".
Entrambe le produzioni, guarda caso, sono realizzate in questa città:. Che sempre più spesso scruta il cielo in attesa di segnali
rilevatori. Ma l’approccio romano è diverso che altrove: qui le ipotetiche presenze extraterrestri sono vissute con poco
interesse scientifico e maggior sfogo creativo. I "fratelli" degli altri mondi sono, insomma, usati come la metafora del
"diverso" dell’"estraneo". Il gioco di società, nonostante l’assenza di un Planetario nel quale osservare la volta celeste,
funziona alla perfezione. E fa proseliti soprattutto fra i giovanissimi.
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All’urlo di "Ufo al popolo" è uscito, invece il primo numero di Men In Red, una rivista destinata a fare
scalpore. Tra le altre cose, gli "omini in rosso" propongono di occupare il Luna Park dell’Eur e realizzare un
avamposto "dove i ricognitori e gli intercettatori della dissidenza aliena possano nascondersi o atterrare
senza dare nell’occhio". Il giornale, che si trova nelle migliori librerie, è un agguerrito e divertentissimo
manuale su come estendere "la rete antagonista" a livello stellare. I MIR, per altro, non si limitano a scrivere
ma irrompono spesso e volentieri nei simposi e nei convegni degli "ufologi borghesi" creando situazioni di
caos e leggendo volantini che inneggiano a "nuovi codici galattici". Gli extraterrestri sono paragonati alla
manodopera sfruttata del terzo mondo mentre, tra le altre cose, viene spiegato in dettaglio l’avvistamento di un
disco volante all’aeroporto di Centocelle... Tutto questo sotto il cielo apparentemente muto, solitario e
indifferente di Roma.