da "L'Unità"
Roma, 20 Giugno 1998

ALIENI NEL CIELO DI ROMA
Esplode la moda degli extraterrestri. Istruzioni per l’uso

di Daniela Amenta

Roma capitale dei marziani? Stando agli "oggetti non identificati" che si muovono attorno all’argomento parrebbe proprio di sì. Un disco celebra gli alieni mentre una rivista, Men In Red, si candida come primo periodico di "ufologia radicale". Entrambe le produzioni, guarda caso, sono realizzate in questa città:. Che sempre più spesso scruta il cielo in attesa di segnali rilevatori. Ma l’approccio romano è diverso che altrove: qui le ipotetiche presenze extraterrestri sono vissute con poco interesse scientifico e maggior sfogo creativo. I "fratelli" degli altri mondi sono, insomma, usati come la metafora del "diverso" dell’"estraneo". Il gioco di società, nonostante l’assenza di un Planetario nel quale osservare la volta celeste, funziona alla perfezione. E fa proseliti soprattutto fra i giovanissimi.
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All’urlo di "Ufo al popolo" è uscito, invece il primo numero di Men In Red, una rivista destinata a fare scalpore. Tra le altre cose, gli "omini in rosso" propongono di occupare il Luna Park dell’Eur e realizzare un avamposto "dove i ricognitori e gli intercettatori della dissidenza aliena possano nascondersi o atterrare senza dare nell’occhio". Il giornale, che si trova nelle migliori librerie, è un agguerrito e divertentissimo manuale su come estendere "la rete antagonista" a livello stellare. I MIR, per altro, non si limitano a scrivere ma irrompono spesso e volentieri nei simposi e nei convegni degli "ufologi borghesi" creando situazioni di caos e leggendo volantini che inneggiano a "nuovi codici galattici". Gli extraterrestri sono paragonati alla manodopera sfruttata del terzo mondo mentre, tra le altre cose, viene spiegato in dettaglio l’avvistamento di un disco volante all’aeroporto di Centocelle... Tutto questo sotto il cielo apparentemente muto, solitario e indifferente di Roma.