da "L'Unità"
6 Marzo 1999 - pag.17

PIANETA TERRA UNO SFORZO ANCORA
"Noi Mir con gli Ufo contro la globalizzazione"

di Militant X e Kino

Ci capita spesso di incontrare persone che si domandano come sia possibile che individui apparentemente intelligenti possano perdere il loro tempo ad occuparsi di stupidaggini come strane luci nel cielo ed improbabili incontri con creature extraterrestri. Ancora più strano pare poi che questa passione possa avere qualcosa a che vedere con la tensione verso la trasformazione del mondo in qualcosa di meno barbaro di come esso ci appaia oggi. Tradizionalmente infatti l'ufologia ha sempre evitato di confrontarsi con la realtà materiale del pianeta Terra ed è comune intepretare la passione per gli UFO come comoda via di fuga dai problemi e dalle frustrazioni della vita quotidiana. Un'argomentazione niente affatto peregrina, almeno a giudicare dal disagio che molti ricercatori ufologici provano nel confessare la propria passione fra un tic nervoso e l'altro. Sono davvero pochi infatti coloro che dell'ufologia riescono a far mestiere e a giustificare col dio denaro la "normalità" del loro affaccendarsi. Per la quasi totalità degli appassionati l'ufologia resta un hobby del dopo-lavoro. Per noi, che pure sul serio prendiamo queste attività, l'ufologia non è mai stata solo questo. Per noi la tematica ufologica è in primo luogo l'occasione per riflettere sul nostro pianeta da una postazione decentrata. Inanzitutto il fatto stesso che si diano oggetti non identificati rappresenta già di per sè una anomalia dentro un sistema economico-produttivo che tutto riesce ad identificare e che da tutto riesce a cavar valore. In uno scenario in cui si estende il controllo sul globo terrestre attraverso il panopticon satellitare, in cui l'esplorazione dello spazio diviene vera e propria conquista finalizzata a nuovi profitti, l'UFO appare come elemento osceno, non integrabile, oggetto destabilizzante nel panorama pacificato della globalizzazione.
Non stupisce allora che intorno all'UFO si sia venuta a creare una numerosa comunità che propende per l'attribuzione extraterrestre del fenomeno. La speranza cioè che esistano, magari a distanze siderali, ma comunque in grado di giungere fino al nostro piccolo, barbaro pianeta, forme di vita intelligente con cui poter stabilire un contatto. E allora implicitamente si dice: "No, non siamo soli, esistono altre forme di organizzazione sociale". Esistono mondi in cui sono state già superate le miserie di Terra, mondi ove la povertà è stata sconfitta, mondi in cui non si è costretti a respirare nessun veleno di scarto e dove finalmente la schiavitù del lavoro è stata abolita. Solo così pensiamo si sia potuta sviluppare una cooperazione sociale in grado di produrre una tecnologia adeguata al viaggio interstellare. Questo è il rimosso dell'ufologia tradizionale impelagata nel conteggio e nella catalogazione di luci nel cielo, omogenea al sistema produttivo dominante sul pianeta, nel migliore dei casi lirica quando si perde in improbabili complotti militari. No non c'è nessun complotto, l'unico complotto è quello di un capitalismo che fa ormai tutt'uno col pianeta su cui poggiamo i piedi. E gli alieni continueremo a non vederli, gli extraterrestri non prenderanno mai contatto in maniera pubblica fintanto che non saremo noi per primi a mettere in discussione questo modello di dominio, fintanto che non saremo noi per primi ad aprire una prospettiva esoplanetaria e a comportarci fin da subito da "extraterrestri".
I segnali che dobbiamo mandare loro non possono allora che essere segnali di ordine politico, non dischi di platino sparati nello spazio con incise le voci dei capi di governo, ma segnali forti che dicano che i terrestri ne hanno abbastanza di questo modo di vivere la vita e che sono aperti ad altre sperimentazioni (le nostre battaglie per il reddito di cittadinanza e contro il copyright vanno in questa direzione).
Solo così, forse, qualche intelligenza extraterrestre potrà prendere in seria considerazione l'ipotesi di un contatto giudicandoci culturalmente pronti ad un evento così traumatico. Se poi invece questo contatto non avverrà affatto, avremo comunque migliorato le nostre condizioni di esistenza sul pianeta. E non avremmo nulla di che vergognarci del nostro essere ufologi. (per contatti: web: www.kyuzz.org/mir; e-mail: mir@kyuzz.org)