DELLE  MISERIE NELL'AMBIENTE OMOSESSUALE

Non Siamo gay e non paghiamo le  tasse


BRUCERO' IL MONDO 
 ABBATTERO' TUTTO CIO'
  CHE NON STA' IN PIEDI DA SOLO 
  RIVOLTERO' GLI IDEALI IN MERDA 
  FICCHERO' LA SPERANZA SU PER IL TUO CULO 
  RIDURRO' IN POLTIGLIA TUTTO CIO' 
  CHE STA' IN PIEDI
  E POI BRUCERO' LA POLTIGLIA 
  E POI SPARGERO' LE CENERI
  E POI FORSE QUALCUNO SARA' IN GRADO DI VEDERE
  LE COSE COME REALMENTE SONO  "

mel  lyman - culture dell'apocalisse -
venerea edizioni 

"….Queer also argues for radical pleasure - any pleasure derived from a
source beyond the discourse of normalizing
sexuality...(Queer means never having to say sorry...)……"

murray healy  -  gayskinheads .class, masculinty ,queer reappropriation

assistiamo gaudenti e partecipanti alla fine della storia.
 

essa si propone come fine delle grandi narrazioni ovvero della
dialettica che impone il continuo avanzare dell'imperialismo
eurocentrico  il quale oggi viene rimescolato nei processi di
globalizzazione  con cio' che featherstone ha definito cultura globale.
Entriamo in un momento dissolvente che si affaccia oltre la linea della
storia come respiro postmoderno. Questo varcare e' ritmato da un doppio
afflato di estenzione/contrazione. Da un lato vi e' la globalizzazione
culturale che presupporrebbe uniformare  tradizioni culturali in uno
scenario unico modellato sugli universi simbolici occidentali a loro
volta basati su  una diffusa attesa  di un miglioramento delle
condizioni di vita o, meglio al modello della distribuzione
generalizzata del benessere  attraversando le singole strutture
nazionali e sedimentandosi anche nei paesi che riserbano la propria
azione in base a valori assoluti quali ad esempio i paesi islamici.
Questo e' il senso di una cultura transnazionale o deterritoralizzata
rispetto all'innervamento del concetto di cosmopolitismo.
 

 dall'altro  lato ritroviamo invece il tripudio del particolarismo  che
problematizza il senso della globalizzazione attraverso il moltiplicarsi
di fenomeni  di particolarismo culturale intesi come radicalizzazione
della difesa della propria particolare identita' sulla base di interessi
specifici ,quindi su base etnica , su base di eta',  di handicap ,di
genere in relazione agli orientamenti sessuali etc..ed e'proprio
quest'ultima ad interessare la riflessione in atto in questa sede.

Facendo un passo indietro, una possibile spiegazione a questa doppia
ritmica contraddittoria, definita da canevacci come "glocale"  ,quindi
su una doppia ibridazione del processo di globalizzazione con l'avvento
dei localismi, puo' darsi  rispetto alla caduta delle grandi identita'
sociali di tipo nazionale sovracitate che facevano da collante nei
processi di identificazione dell'individuo-massa alle istituzioni
politico sociali organizzate in stati. In questa prospettiva gli attori
sociali sono portati a cercare forme e rivendicazioni identitare
direttamente appartenenti ai gruppi ai quali sentono di fare
riferimento. La fondamentale spinta libertaria di tutte le forze sociali
che nella modernita' si ritrovarono costrette ,rispetto alla precedente
tradizione liberale  universalista  , alla periferia o spazi
socioculturali di emarginazione e subalternita' rispetto al potere
centrale bianco,europeo, maschile , cristiano , ora e' data dal chiaro
principio di uguaglianza  attraverso l'idea del diritto alla propria
continua ed infinita particolarita'.cio' porta all'innovata
consapevolezza del relativismo e della coesistenza di diversi universi
culturali  negli stessi edifici sociali , calpestanti, nella loro
innovata autocritica, l'assolutismo dei vecchi centri di potere  sui
quali si fondavano le identita' tradizionali quali dio o i sistemi
religiosi in genere  ,la natura ,la ragione ,le finalita' della storia
politica . in questa prospettiva entra   in crisi il concetto di
tolleranza  come risonante di attegiamenti pietisti da parte del
suddetto centro bianco occidentale cristiano maschile verso l'alterita'
e, in piu' ,  autorisonante rispetto alla ratificazione del suo
potere.il multiculturalismo si pone appunto come passo in avanti per una
pratica liberata del vivere sul concetto di ugualgianza come tema di
fondo della continua alterita' rispetto al relativismo della
concettualizzazione attuata dagli universi simoblici di riferimento.su
questo piano  bisogna leggere il tema della sessualizzazione dei
conflitti sociopolitici cogliendo il bisogno di determinati movimenti
sociali i quali  , come detto prima ,basandosi sul genere  e sugli
orientamenti sessuali,ricadono nell'errore superficiale di rivendicare
la stessa cittadinanza portata avanti in forma di dominio per due secoli
da parte della teoria liberale lanciata dai vettori universalistici . in
questo senso la liberta' di scelta o identita' particolare, rispetto
alla molteplicita' degli  orientamenti sessuali ,viene forzata
ideologicamente all'interno di una logica politica moderna  di governo
,ristabilendo esattamente quel meccanismo dialettico  viziato e non
vizioso pertinente agli equilibri di dominio sovraesposti. Assistiamo
allora alla ricerca  da parte dei movimenti di genere o femministi alla
rivendicazione del ruolo della donna sul maschio bianco occidentale
dominante ( proponendo per altro un errore di fondo ovvero integrandosi
esse stesse nel linguaggio del dominio patriarcale , ricercando l'essere
uomini, riaffermando  il bisogno di costruire con il pensiero
separatista un'identita' chiusa e successivamente il desiderio assoluto
di pratiche di governo ovvero di affermazione della donna nei luoghi ove
si produce dominio) .consequenzialmente   al ruolo dell'omosessuale
all'interno di una bipolarita'  di genere  nella stessa traiettoria
suddetta ,  vediamo portare avanti movimenti che parlano di
molteplicita' della sessualita' prendendo come punto di riferimento il
gay lesbian bisexual transgender pride. Cio' che sfugge e' come una
trave  tra i due occhi di chi continua a riproporre esattamente la
dialettica politica centro/periferia ricostruendo macchine partito per
la rivendicazione di cittadinanza al centro  . questo, nel momento in
cui il centro, come polis  o panoptico o fulcro assoluto  di potere
politico-sociale   sta lentamente svanendo per lasciare spazio alla
molteplicita' delle periferie  tendenti alla  trasforamazione delle
stesse in centri relativi. Assistiamo alle rivendicazioni pietiste
quindi alla rivivificazione del concetto di tolleranza come
atteggiamento politico di acettazione da parte delle istituzioni
governative e in questo senso di riperpetuazione del suo dominio. Tutto
cio' e' il frutto come sovraesposto, dell'impossibilita data da
un'incapacita' di autoriflessione e  di autoironia sul realtivismo dei
propri universi culturali  di riferimento , ricercando di inserisi come
mosche  nel cadavere di quell'identita' sociale o cittadinanza  che
fondava e ratificava il rapporto di domino dell'apparato sociopolitico
sull'individuo e i gruppi.lo zombi della forma-stato riesce a vivere
solo se puo' succhiare il sangue di chi non vive la capacita' critica di
una periferizzazione dei suoi universi simbolici lavorando per la
possibilita' di un rispetto dell'alterita' che vada oltre il concetto di
tolleranza .ritroviamo all'interno dei suddetti movimenti il bisogno
ideologicamente fondato attraverso i processi di socializzazione della
modernita ' quali appunto le istituzioni di base dell'edificio sociale
come la famiglia, gli istituti scolastici, i media informazionali etc…
di  sintetizzare le proprie molteplicita' in identita' codificata da
servire su un piatto d'argento a cio' che ne rimane delle ipocrisie
democratiche della societa' politica. Il cancro del potere si e'
sedimentato in quegli speculatori ,capi-popolo che cercano nel loro
operato di fincheggiare le morenti macchine partito fondate
sull'ideologia dell'abuso  per ricodificare le molteplicita' degli
orientamenti sessuali e dei generi in una definizione identitaria unica
alla ricerca di uno status di cittadinanza da riconvergere nelle stesse
istituzioni basiche per gli equilibri di potere, vedi la tristezza delle
rivendicazioni delle  famiglie omosessuali ad esempio . O meglio, vedi
il bisogno di esseri umani dotati di libera scelta  nelle loro forme
espressive di ricondurre l'appagamento dei loro desideri ad una sintassi
burocratica che li definirebbe in forma pietista e tollerante l'alterego
della famiglia eterosessuale. Per non parlare del lavoro critico attuato
sulla famiglia come istituto dei piu' autoritari ,reazionari e violenti
nel reprimere le umane liberta' in cui la retorica della stabilita'
dell'amore difficialmente e' riuscita  a nascondere la violenza dei
rapporti interni di dominio , e soprattutto una delle funzioni fondati
ovvero quella dello stabilizzare gli stessi  in forma macrosociale
cogliendo successivamente anche il senso della famiglia come fulcro di
produzione di forza lavoro e asservimento al potere cristiano  .se la
storia  moderna , come rappresentazione assiale delle forme di dominio
primo-terzo mondo imponeva la sua autorita' partendo dall'europa bianca
maschile, oggi, appena dopo il varco della fine delle grandi narrazioni,
proprio nel momento in cui le accademie che si vestono di scienza  si
sforzano di mantere con le unghie quelle definizioni concettuali  che
mantengono la grammatica del dominio, ritroviamo ,negli ambiti
nazionali, la riproduzione incondizionata in assenza di critica delle
stesse forme di dominio .l'ironia sta' nel fatto che cio' e' perseguito
proprio dai movimenti socioculturali che dovrebbero tagliare le zavorre
per prendere un volo libertario al di la del sistema planetario negando
al  decaduto potere del sole l'unica possibilita' di vita organizzata
sociocultrualmente. La purezza ipocrita dell'assolutismo si reitera
sull'assenza critica di chi non desidera spostare il dibattito assetato
di smanie di autorita'  nella dialettica
maggioranza/minoranza,Governo/opposizione riproducendo ancora una volta
quella mistica dell'emancipazione evolutiva che definisce linee di
demarcazione tra devianza e normalita' imponendo al deviante il bisogno
di sentirsi normale.l'emarginazione e la minoranza saranno allora
definiti nel prossimo elemento esterno al proprio ingroup , al potere di
reprimere in quanto diverso o altro dai valori assoluti di chi ora ha
dalla parte sua le scorie di quel sistema sociale che fa della violenza
esecutiva e delle istituzioni totali  i suoi valori di tolleranza.il
conformismo e' una forma di patologia che prende alle spalle anche chi
si e' vissuto come minoranza inglobandolo all'interno di una spirale
morale che fa della sete di potere e dalla paura per l'alterita' e
quindi per la perdita delle briciole di vita , il suo continuo pozzo e
pendolo. Una tortura , una negazione delle liberta' individuali quindi
di orientamenti sessuali che fa il gioco della societa' politica la
quale ,  a sua volta appunto non vuole veder perdere il proprio potere.
interrompere questa catena e' fondamentale per una reale emancipazione
ma soprattutto per un radicale rottura di questo "master-plan"  per il
quale vi sia una continua dialettica ingroup-outgroup . il primo
movimento  e ' l'abbattimento dell'idea di cittadinanza socio-sessuale
o, meglio la possibilita'  di sentirsi cittadini di se stessi in forma
micro-macrocosmopolita   nelle infinite parti che compongono il proprio
se i progress  quindi negli infiniti orientamenti  non sussumibili in
un'identita' di genere culturalmente e socialmente  codificata sulle
aspettative di chi tollera , quindi data in pasto alla fossa di leoni
della polis -tica . il movimento successivo  e' irrompere nel
linguaggio  che definisice la realta' come strumento di significazione
per alterarne le sintassi attraverso una decostruzione critica radicale
sui vincoli di dominio grammaticale-significativo per invertire la rotta
dei processi di esemplificazione. Se esemplificare , ridurre ,
riconoscere e' sottostare al paradigma dialettico , ibridare,
complessificare , moltiplicare ,decostruire, esponenziare, mixare,
DE-GENERARE e' la strada che libera dai vincoli del centro il quale
bilancia la sua autorita' sulla periferia -minoranza ricreando lo stesso
autoritarismo interno su base  identitaria omogenea e lo stesso
conflitto su altre minoranze per la presa del potere o accesso alle
risorse-informazioni su un'idea darwinista sociale ricoperta dal muro di
gomma civile della democrazia . l'apertura di buchi neri del linguaggio
nei processi di significazione propone un'accesso diverso  ed immediato
al senso, scalzando lo scenario logocentrico occidentale  che attanaglia
la percezione dell'esistente.l'oscurita' di questi varchi linguistici
dovra' essere la significazione innovata di un presente libero da " gay
che pagano le tasse " . Siamo  sessualmente liberi. nessuna sintassi
morale e nessuna burocrazia  impedira' o sussumera' le nostra
espressioni.liberi di divenire . PRONTI A DIS/INTEGRARE.
 

"..per noi resistere e' disunirci , il nostro disunirci li sconvolge ,
ritrovarci  e' solo erotico, cioe' critico"
libertari oltre il kaos - frattalici
 
 
 

                        TORAZINE-VENEREA